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Librai indipendenti/Libreria Centofiori, Milano

di Paola Romagnoli

Ci sono storie in cui il diventare grandi combacia con il ritorno alle origini. Bizzarro, forse, ma nel caso della libreria Centofiori di Milano è anche il bel segnale di come possa resistere e attraversare oltre un trentennio una realtà indipendente dedicata al commercio delle pagine.
Il trasloco di una libreria da una via a un'altra non è di per sé una grande notizia, ma in questo caso la nuova sede in piazzale Dateo cela un'esperienza che merita di essere raccontata. Intanto perché è un trasloco annunciato e atteso da oltre un ventennio. E poi per come si è trasformato spontaneamente in un appuntamento comunitario, per iniziativa di chi i libri li ama davvero: i lettori.
La cronaca è che lo scorso 6 ottobre la libreria ha cambiato indirizzo. In realtà è tornata finalmente al proprio posto, dove era nata nell'ormai lontano 1976 per mano dell'allora proprietaria, che aprì i battenti scegliendo per l'insegna un omaggio denso d'intenti (è del leader cinese Mao la frase "Che cento fiori fioriscano, che cento scuole gareggino", preambolo di liberalizzazione).
Tutto liscio fino all'89 quando i negozianti del palazzo di piazzale Dateo furono costretti a trasferirsi nelle baracche provvisorie costruite poco più in là, in corso Indipendenza (ironia della sorte, un indirizzo che è una bandiera), mentre il condominio vedeva l'avvio della lunghissima vicenda dove si sono succedute occupazioni, ristrutturazioni, blocchi dei lavori e incertezze di destinazione d'uso.
La permanenza nella sede provvisoria si pensava dovesse durare circa tra anni, invece si è estesa a dismisura, fino a raggiungere appunto l'ottobre di quest'anno. Quando, finalmente, come annunciava il biglietto consegnato ai clienti della libreria "Dopo vent'anni di Indipendenza…" è giunta l'ora di tornare a casa. Storia, quella della baracche, che ormai coinvolge un intero quartiere e l'etusiasmo si fa contagioso, tanto che il 6 ottobre scorso erano in diversi i clienti della libreria che si sono prestati in prima persona a trasportare scatoloni per via e montar scaffali. In una giornata che, a detta dei due soci timonieri oggi della Centofiori, Andrea e Roberto, è stata "un'esperienza straordinaria e indimenticabile".
Non a caso spesso i lettori definiscono "mia" la libreria che frequentano d'abitudine, e il possessivo certo nulla ha a che vedere con la proprietà reale. Molto dice, invece, di un sincero e radicato senso d'appartenenza, un legame affettivo e pulsante che non può non essere avvertito anche dagli autori che passan di qui a presentare i propri libri. Tanto che solo nel mese di ottobre son già passati dietro le nuove vetrine due nomi come quelli dell'americana Ann Beattie (per il suo recente romanzo Gelide scene d'inverno) e di Stefano Benni (al lancio di Pane e tempesta).
Si sa che non è certo facile la vita dei librai indipendenti, ma a sostenere l'avventura, assicura Andrea, è proprio il rapporto di fiducia che si instaura con i clienti che, di volta in volta, chiedono un consiglio per un regalo o un ben più personale (e quanto rappresentativo!): cosa mi fai leggere?
Il catalogo della Centofiori è fitto di narrativa italiana, straniera, poesia e saggistica d'attualità, ma da qui passano anche professionisti e appassionati di psicanalisi fedeli sin dalle origini quando la libreria era punto di riferimento in città per la facoltà universitaria di Psicologia.
Un'attenzione particolare viene riservata ai piccoli editori e quanto all'assortimento, nonostante il ritmo serrato dettato dal continuo sfornare novità sul mercato, ci sono titoli che Andrea e Roberto non smettono di tenere in evidenza; come L'arte della gioia di Goliarda Sapienza (Einaudi), La vita davanti a sé di Roman Gary (Neri Pozza) e il più recente In viaggio contromano di Michael Zadoorian (Marcos y Marcos).
La nuova sede ha permesso inoltre di ampliare lo spazio dedicato ai più piccoli (per cui non mancheranno presentazioni con attività ludiche) e in vendita si trova anche una selezione di guide di viaggio e di dvd d'essai in offerta.
Una bella storia, dunque, in una città come Milano dove di recente ha chiuso più di un'insegna delle pagine. Non ultima la storica Libreria del Giallo di Tecla Dozio che ha lasciato orfani molti assidui frequentatori, ma che ha scelto di passare il testimone proprio ad Andrea e Roberto; i fan del brivido sono avvisati. E non solo.
Libreria Centofiori, piazzale Dateo 5, 20129 Milano, tel. 027381670, libreriacentofiori@virgilio.it


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Lettera all'editore
Caro libraio,
già vedo la tua espressione rassegnata nell'apprendere della nascita di una nuova casa editrice. Ma ti sia di conforto che il tuo sentimento è accompagnato da un mio corrispondente senso di panico e vertigine.
Perché fondare una nuova casa editrice dedicata alla comicità? Fino ad oggi il mercato librario non si è occupato del mondo della comicità se non in maniera saltuaria e, di volta in volta, sciatta (leggi: instant book dal mondo tv) o, all'estremo opposto, tediosamente accademica. Questa constatazione è il frutto di un'analisi del mercato librario durata un decennio, periodo nel quale Sagoma ha lavorato "dietro le quinte" come service editoriale: esperienza decisiva per rafforzare anche quel know how che si annuncia essenziale per entrare nell'affollato mondo del libro.
Forse considerati in Italia espressione di una sottocultura indegna di un approfondimento serio, i grandi autori e performer della commedia, in particolare americani e anglosassoni, in patria sono invece stati al centro di una produzione libraria (autobiografie, biografie, saggi, libri umoristici) costellata di bestseller clamorosi, oggi divenuti dei veri e propri "classici".
La selezione delle opere di Sagoma Editore è e sarà sempre frutto di una strategia precisa: parlare di comicità senza stravolgerne la natura. In altre parole si parlerà di comici e di commedia nell'unico modo possibile per comprenderli: ridendo!
Nella certezza di una collaborazione destinata ad essere longeva e proficua per tutti, e nella speranza di conquistare non solo le vetrine del tuo negozio, ma prima ancora il tuo cuore di lettore, ti saluto cordialmente, e soprattutto...
fattela una risata!

quella Sagoma
dell'editore

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Cibo, risate e libri al tempo della crisi. Non i soliti manuali-ricettari o barzellettari che invadono edicole e librerie in uno scialo di colori e copertine patinate ormai facilmente riconoscibili. Adesso cibo e risate animano due nuovi progetti editoriali di respiro nazionale che si muovono su due campi inesplorati: il cibo e la risata, appunto, ma da godere nei libri e con i libri.
Il primo è di Antonello Cassan, editore di Liberodiscrivere, che presenta per il 2010 la collana Cibo Libro, la prima di una serie di iniziative per festeggiare i dieci anni di attività. Cibo Libro: due sostantivi brevi, veloci e allitteranti che mettono buonumore prima ancora di avere tra le mani "libri da gustare e cibi da leggere": è questo lo slogan che ispira la filosofia editoriale di Cassan, un'intelligenza eclettica particolarmente versata nel campo artistico.
Se sin da ragazzo, dopo aver frequentato l'Accademia di belle arti di Genova, si è trovato a suo agio tra pittura e mostre in giro per l'Italia, nell'86 (dopo aver insegnato fotografia e fatto il fotografo pubblicitario e industriale) ha introdotto nel nostro paese i primi sistemi di computer-grafica assieme ad Alfredo Fratelli (Publifoto-Mi) e a Giò Rossi, avviando un'attività di business presentation. Poi è giunto il tempo del web e gli è nata l'idea, nel '97, di far diventare la rete un grandissimo laboratorio di scrittura. E così, nel '99, dopo due anni di studio, Cassan predispone il progetto Liberodiscrivere e lo presenta nel 2000 al Festival internazionale di poesia di Genova. Dal 2001, col battesimo alla Fiera del libro di Torino, il percorso di Cassan si arricchisce di esperienze e di novità editoriali originali e fantasiose, sino a questa di oggi con Cibo Libro.
Ampia e colorata la scelta: libri per bambini e per adulti abbinati ad alimenti gustosi come vasetti di marmellate di ribes, lamponi, mirtilli, more, fragole che rimandano a Ponte in Valtellina, in provincia di Sondrio, sede di Liberodiscrivere, affinché la cultura del territorio sia valorizzata con i libri e per i libri che sin dall'anno 2000 Liberodiscrivere edita su carta ecologica.
Il secondo progetto è un'iniziativa di Sagoma Editore che ha deciso di usare la risata per esorcizzare la crisi. La potenza del riso come strumento di conoscenza (lo diceva Leopardi, ma c'è tutta una letteratura europea - basti pensare al saggio Le rire di Henri Bergson - che ha adoperato la poetica del riso teorizzandone la sua carica demistificatoria), è terribile e dà immediatamente potere a chi possiede l'arma della risata. Per questo motivo la scelta di Sagoma, un nuovo marchio editoriale nato a Vimercate, alle porte di Milano e attivo come service editoriale già da dieci anni, ha convinto Messaggerie Libri, che si occuperà della distribuzione e della promozione.
La sfida? Riempire un'area tematica vasta e, per così dire, sparsa. Farla diventare una collana della risata non evasiva come la barzelletta ma eversiva come ogni testo che in nome della conoscenza mira allo sgretolamento delle apparenze attraverso il sorriso beffardo o la risata destrutturante di scrittori e narratori. E infatti si inizia con opere dei (e sui) maestri della comicità che sono pronte a conquistare il pubblico italiano. La prima collana, prevista per gennaio 2010 sarà dedicata alle autobiografie - punto di forza della collana - dei mostri sacri della comicità mondiale, dell'universo della risata anglo-americana. Accanto alle autobiografie, tra le quali particolarmente toccante è quella di Gilda Rainer, una delle comiche più famose degli Usa negli anni Cinquanta, prematuramente scomparsa, figurano nomi leggendari della commedia, come Gene Wilder e Mel Brooks, primi di una serie celebrità coinvolte nel progetto. "E fattela una risata", il motto di Carlo Amatesti, direttore di Sagoma, è il frutto di un lungo studio di mercato, che oggi, dopo un'indagine di piazza, si produce con una veste colorata e di forte impatto visivo.


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