di Vinceno Ruggiero Perrino “Ausmerzen” in tedesco significa “estirpare”, “sradicare”, “eliminare”. Nel gennaio 2011, alla vigilia della Giornata della memoria, La 7 trasmise Ausmerzen, una narrazione dell’attore Marco Paolini. Tema di quel racconto televisivo, che riscosse un grande successo di spettatori, era l’eugenetica nazista. Paolini spiegò il periodo storico di crisi economica degli anni trenta attraversato dalla Germania, in conseguenza della quale l’assistenza ai più deboli viene tagliata immediatamente. Dal che l’attore veneto passò a spiegare il metodo con cui il nazismo ha sterminato i più indifesi con l’ausilio di infermieri e medici che, complici di questo sterminio, hanno aiutato a sterilizzare “i disabili” per avere una società di razza pura. Lo scopo principale era quello di risanare il bilancio dello Stato eliminando “le vite indegne di essere vissute”, poiché non producevano beni per la società. Come di consueto nei racconti teatrali di Paolini, noto ai più per Il Racconto del Vayont e altri lavori di grande impegno civile, la cronaca storica è frutto di un minuzioso lavoro su documenti e testimonianze, per lo più tratte da carte processuali. Altro punto forte dell’Ausmerzen televisivo è il nodo con il quale Paolini lega il passato al presente. Non a caso, anche…





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