Teatro

Mali da estirpare

19 giugno 2012
Mali da estirpare

di Vinceno Ruggiero Perrino “Ausmerzen” in tedesco significa “estirpare”, “sradicare”, “eliminare”. Nel gennaio 2011, alla vigilia della Giornata della memoria, La 7 trasmise Ausmerzen, una narrazione dell’attore Marco Paolini. Tema di quel racconto televisivo, che riscosse un grande successo di spettatori, era l’eugenetica nazista. Paolini spiegò il periodo storico di crisi economica degli anni trenta attraversato dalla Germania, in conseguenza della quale l’assistenza ai più deboli viene tagliata immediatamente. Dal che l’attore veneto passò a spiegare il metodo con cui il nazismo ha sterminato i più indifesi con l’ausilio di infermieri e medici che, complici di questo sterminio, hanno aiutato a sterilizzare “i disabili” per avere una società di razza pura. Lo scopo principale era quello di risanare il bilancio dello Stato eliminando “le vite indegne di essere vissute”, poiché non producevano beni per la società. Come di consueto nei racconti teatrali di Paolini, noto ai più per Il Racconto del Vayont e altri lavori di grande impegno civile, la cronaca storica è frutto di un minuzioso lavoro su documenti e testimonianze, per lo più tratte da carte processuali. Altro punto forte dell’Ausmerzen televisivo è il nodo con il quale Paolini lega il passato al presente. Non a caso, anche…

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Il teatro di Gao Xingjian

22 maggio 2012
Il teatro di Gao Xingjian

di Sergio Ruggiero Perrino Gao Xingjian è conosciuto in Italia per i suoi romanzi (La montagna dell’Anima, Il libro di un uomo solo). Il piccolo volume Teatro pubblicato in ottobre dalla casa editrice Edizioni ETS ed egregiamente curato da Simona Polvani (per l’occasione anche traduttrice dei testi), appare come uno scrigno preziosissimo, contenente le tracce della poetica teatrale di un autore imprevedibile, che si afferma non solo come una delle voci più alte dell’avanguardia artistica della Cina, ma anche come una delle punte di diamante della produzione letteraria mondiale. In Teatro sono raccolte tre opere (scelte tra la quindicina e più di pièces scritte da Gao): Il sonnambulo, Il mendicante di morte, Ballata Notturna. Il trait d’union dei tre lavori sembra essere la notte come luogo sospeso tra realtà e sogno, spazio impuro in cui afferrare, solo per un attimo, un frammento del senso della vita, per perderlo irrimediabilmente. Tinte noir avvolgono il magistrale Il sonnambulo che, come una porta spalancata sulla dimensione del sogno, trascina il lettore in metropoli attraversate dal rumore metallico dei treni e abitate da un’umanità marginale: nottambuli, prostitute, barboni e ambigui criminali. Monologhi e dialoghi si intrecciano ne Il mendicante di morte, una spietata analisi…

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La poesia sul palco

14 maggio 2012
La poesia sul palco

di Vincenzo Ruggiero Perrino Della sua pièce L’infinito, l’autore Tiziano Scarpa ne ha ricondotto la nascita a tre motivi. Innanzitutto, un’ispirazione: l’autore si ritrovava frequentemente a fantasticare di avere Leopardi al suo fianco, come un amico con cui passeggiare guardando il mondo di oggi, per sentire quali pensieri gli avrebbe suscitato. Poi, quando quella curiosa forma di nostalgia si è fatta troppo acuta, ha voluto ricreare una situazione simile attraverso l’immaginazione scenica. Il secondo motivo risiede nella volontà di creare un pezzo di teatro vivace, vitale, immerso nel presente, che possa coinvolgere anche spettatori più giovani, senza per questo essere ruffiano. Infine, il lavoro di Scarpa è figlio di una constatazione di natura pratica, con la quale fa i conti gran parte del nostro teatro contemporaneo: «Il teatro si trova in una situazione sempre più grama, viviamo in anni in cui i costi di produzione compromettono le ambizioni artistiche. Perciò ho scritto un testo con il minimo di attori possibile: per stare in piedi, uno sgabello ha bisogno di almeno tre gambe. Ho dato forma a una commedia drammatica che possa risultare un’esperienza intensa per degli spettatori adulti, ma che si confronti anche con il difficile ed esigentissimo pubblico degli…

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X di Craxi

17 gennaio 2012
X di Craxi

di Vincenzo Ruggiero Perrino Vitaliano Trevisan è uno degli autori teatrali più interessanti dell’attuale panorama nostrano. Di lui Einaudi aveva già pubblicato Due monologhi (2009); ora ha da pochi mesi mandato in libreria la tragicommedia Una notte in Tunisia, che non ha mancato di suscitare polemiche per il suo contenuto. Questo testo, scritto nel 2004, nasce con l’intenzione di ricostruire il ritratto di «un personaggio shakespeariano, tragico per eccellenza: un uomo di grandissimo potere nel momento in cui ogni potere gli viene meno; un uomo in decadenza e in malattia», per usare le parole dello stesso autore. Il personaggio in questione è, per quanto nel testo venga indicato solo con una X, Bettino Craxi. X viene tratteggiato come un personaggio molto carismatico, non privo di una sua eroicità, il quale, pur di non perdere la sua libertà, accetta di allontanarsi in un esilio, che per lui significherà morire, visto che andando via dal suo Paese rinuncia ad un’operazione che potrebbe, forse, salvargli la vita. Nel suo lussuoso rifugio ad Hammamet, vive il rapporto con la famiglia in modo freddo e distaccato. Possiamo ben dire che, più che vivere, X sopravvive, lasciandosi trascinare dagli eventi, che apprende esclusivamente dalla lettura dei…

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Passione rock

9 gennaio 2012
Passione rock

di Vincenzo Ruggiero Perrino “Rock ‘n’ roll” di Tom Stoppard (Einaudi, 2011), trionfalmente accolto nei teatri londinesi, non è la storia di “una” passione individuale per la musica, che pure aleggia sovrana per tutta la pièce, bensì quella delle tante contraddittorie forme che “la” passione assume nelle persone. Si va dall’ostinazione di Max per l’utopia comunista che la storia sgretola man mano che ai suoi occhi di idealista appare come l’unica forma possibile di convivenza umana, alla infatuazione di sua moglie Eleanor per la della poesia di Saffo, di un erotismo irrefrenabile, «impossibile da ingabbiare», che in qualche modo è metafora dell’imprevedibilità stessa della vita; dalla fragile inadeguatezza della loro figlia Esme, romanticamente devota al ribellismo giovanile e già proiettata verso i tempi nuovi, alla dedizione per la musica rock di Jan, costretto a fare i conti prima con l’ottusità del regime e poi con una stampa occidentale famelica, che «non parla mai della musica… solo del fatto che questo o quello sia simbolo di resistenza», senza capire che «gli agenti adorano i dissidenti come l’Inquisizione adorava gli eretici». Le vicende – che ruotano intorno al ruolo che la musica rock ebbe nel risveglio delle coscienze nei paesi socialisti –…

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