Storia

Mali da estirpare

19 giugno 2012
Mali da estirpare

di Vinceno Ruggiero Perrino “Ausmerzen” in tedesco significa “estirpare”, “sradicare”, “eliminare”. Nel gennaio 2011, alla vigilia della Giornata della memoria, La 7 trasmise Ausmerzen, una narrazione dell’attore Marco Paolini. Tema di quel racconto televisivo, che riscosse un grande successo di spettatori, era l’eugenetica nazista. Paolini spiegò il periodo storico di crisi economica degli anni trenta attraversato dalla Germania, in conseguenza della quale l’assistenza ai più deboli viene tagliata immediatamente. Dal che l’attore veneto passò a spiegare il metodo con cui il nazismo ha sterminato i più indifesi con l’ausilio di infermieri e medici che, complici di questo sterminio, hanno aiutato a sterilizzare “i disabili” per avere una società di razza pura. Lo scopo principale era quello di risanare il bilancio dello Stato eliminando “le vite indegne di essere vissute”, poiché non producevano beni per la società. Come di consueto nei racconti teatrali di Paolini, noto ai più per Il Racconto del Vayont e altri lavori di grande impegno civile, la cronaca storica è frutto di un minuzioso lavoro su documenti e testimonianze, per lo più tratte da carte processuali. Altro punto forte dell’Ausmerzen televisivo è il nodo con il quale Paolini lega il passato al presente. Non a caso, anche…

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Il mistero della Primavera

5 febbraio 2012
Il mistero della Primavera

di Lidia Gualdoni Fra le varie interpretazioni dell’indiscusso capolavoro botticelliano La Primavera, ce n’è una, legata alle vicende contemporanee del committente e della sua famiglia – Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino di secondo grado di Lorenzo il Magnifico –, che ha affascinato una scrittrice inglese di origine italiana, Marina Fiorato. Ispiratasi ad uno scritto del professor Guidoni dell’Università di Roma ed alla teoria secondo la quale ogni figura del dipinto personifica una città o stato italiano dell’epoca, la Fiorato, nel romanzo storico La ladra della Primavera (Editore Nord, pp. 104, 19,60 €), ha dato vita ad un intreccio interessante e vivace, dove storia e avventura, amore e morte, sacro e profano, realtà e immaginazione risultano ben equilibrati. Tutto comincia una mattina del 1482 quando Luciana Vetra, prostituta e, di quando in quando modella, accetta di posare per Botticelli: sarà Flora, l’ottavo personaggio ancora soltanto abbozzato, di un grande, magnifico dipinto, la Primavera. Quando però la donna si rende conto che non verrà pagata per il suo lavoro, decide di andarsene dallo studio non prima di essersi appropriata di una copia esatta, anche se molto più piccola, del dipinto per cui ha posato. Un gesto che però la rende vittima…

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Il Risorgimento italiano, una caricatura anni ’70 tra le mani di Luciano Bianciardi

6 dicembre 2011
Il Risorgimento italiano, una caricatura anni ’70 tra le mani di Luciano Bianciardi

di Ilaria Paluzzi Le guerre si vincono quando si infrangono le regole, abbattendo le fila ordinate degli eserciti istituzionali, ignorando gli ordini di attacco, continuando a lottare quando ci si dovrebbe fermare. E vincitore è chi vincitore pensa di essere, chi la vittoria se la sente dentro, e con l’orgoglio del capitan di ventura tiene stretta dentro di sè la forza della conquista. Con coraggio ed allegria. Così vinsero gli eroi del Risorgimento, nella lettura che ne dà Luciano Bianciardi in Risorgimento allegro, breviario di italianità – pubblicato la prima volta nel 1971, e riedito ultimamente da Nuovi Equilibri, casa editrice gemella di Stampa Alternativa. «E proprio la fantasia giovò molto a vincere parecchie di quelle battaglie, specialmente quando  furono battaglie popolari e popolane» scrive Bianciardi nella breve premessa al testo, una lettura ironica ed originale di uno degli spaccati di storia più importanti nella nostra cultura, fatti rivivere con umorismo e leggerezza, attraverso brevi e raffinati ritratti degli eroi che fecero l’Italia unita. L’imperativo era risorgere dall’imbroglio napoleonico e dall’illusione razionalista dei lumi, ma le condizioni erano precarie: bisognava lottare con poche armi e tante idee, troppe anzi, spesso contrastanti tra di loro, ma un unico obiettivo, chiaro e…

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