Posts Tagged ‘ Premio Strega ’

Lu campo di girasoli di Andrej Longo

28 giugno 2011
Lu campo di girasoli di Andrej Longo

di Giovanni Turi L’ultimo romanzo dell’ischitano Andrej Longo, Lu campo di girasoli (Adelphi, pp. 186, euro 16), oltre che una storia d’amore contrastato, è una storia di miseria e di soprusi, di magia e di speranza, i cui tanti protagonisti sono resi vivi da un inedito amalgama di linguaggi meridionali che contribuisce a rendere insieme concreta e indefinita l’ambientazione in un Sud profondo, immaginifico. Nell’incalzante successione dei brevi capitoli, che alternano presente e passato prossimo, assistiamo allo scoccare della passione tra Lorenzo e Caterina; alla prepotenza di Rancio Fellone (altro pretendente della ragazza) e dei sui scagnozzi; alla disperazione di Dummenico e de Lu Professore che hanno perso il lavoro e progettano una rapina; alla paziente rassegnazione de Lu Niro, immigrato clandestino. Facendo intrecciare le loro e altre vite, Longo si conferma narratore puro di grande talento e sensibile alle storture che affliggono la nostra società, così come ai palpiti del mondo naturale, tanto che anche a una poiana e a una distesa di girasoli sarà concessa incantata dignità… Lu campo di girasoli non si limita dunque a emozionare, ma ribadisce con forza l’esigenza di riconciliare le istanze del cuore con la propria condotta di vita: «io credo ca si…

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Bernardi speaking

5 maggio 2011
Bernardi speaking

Sul suo sito, nella pagina dedicata ai libri pubblicati, si legge: “Scrivo libri da quando non faccio più l’editore. È stato un passaggio improvviso ma in qualche modo naturale, come se da una delle due parti del tavolo dovessi comunque stare.” Ci ha impiegato trentatré anni a capirlo e alla fine Luigi Bernardi ha lasciato l’editoria, ambito nel quale ha imperversato in quasi tutti i maggiori ruoli disponibili, spaziando dai fumetti al genere alla letteratura mainstream e alla graphic novel, da editore, editor, direttore editoriale, consulente, ideatore, ispiratore… per dedicarsi unicamente alla carriera di scrittore. La sua ultima creatura è stata la casa editrice Perdisa Pop, marchio del gruppo Perdisa editore, che Bernardi ha forgiato a sua immagine e somiglianza, per poi lasciarla nelle valenti mani del nuovo direttore editoriale Antono Paolacci, giovane editor e scrittore scoperto proprio dallo stesso Bernardi anni fa. E Perdisa Pop non l’ha deluso, conquistandosi un pubblico fedele di lettori e guadagnando col tempo spazi ragguardevoli in un paonorma editoriale come quello italiano schiacciato dalle major. Negli ultimi mesi nella casa editrice bolognese, già soddisfatta dei risultati di diversi libri andati più che bene – dal saggio di Stefania Nardini su Jean-Claude Izzo (Jean-Claude Izzo.…

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Gli amici con i pennacchi

17 luglio 2010
Gli amici con i pennacchi

di Gianni Bonina «Levateje er vino» avvertiva qualche settimana fa Costanzo, nelle sue svaporate “Notti mondiali”, di un ospite che le diceva di testa. Pur avendole fatte di pancia, nessuno ha però pensato di consigliare agli amici della domenica di privarsi dello strega, cosicché quest’anno si sono fatti cogliere a barcollare lungo i muri del Ninfeo con tanti «pennacchi» in capo come cappelli di lucignolo. L’hanno fatta grossa davvero. O forse no: perché lo Strega è un liquore distillato secondo formule confidate dalle streghe di Benevento, capitale della magia, e le alchimie che liofilizzano le sue settanta erbe altro non mascherano che le strategie che tantalizzano gli oltre quattrocento giurati di Villa Giulia. “Gli Amici della domenica” sono detti (come gli scrittori che si dilettano nelle feste comandate), ma in verità le domeniche non sono meno di venti: le settimane nelle quali gli uffici stampa delle case editrici – e chi altri ne abbia interesse – li blandiscono con vere e proprie forme di stalking. Amici di chi poi? Delle case editrici senz’altro, se però queste sanno irretirli (né mancano loro i mezzi per persuadere figure – quali scrittori, giornalisti, artisti e critici – che sono tra le più esposte…

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Liquori, premi e pennacchi

15 luglio 2010
Liquori, premi e pennacchi

da Stilos di luglio Se una cosa dimostra il romanzone di Antonio Pennacchi (quello, per sua ammissione, che salverebbe tra tutti e per il quale ha lavorato anche quando scriveva gli altri) è che c’è stata anche un’emigrazione che nella prima metà del Novecento ridiscendeva il continente spopolando la Padania. Sicché verrebbe fatto di chiedersi perché i meridionali si siano fatti sfuggire quello che da veneti, friulani ed emiliani veniva visto come un Eldorado se già non sapessimo che fu il governo fascista a scegliere i cispadani per popolare l’Agro pontino. Raccontando la saga dei Peruzzi articolata su tre generazioni, Pennacchi rifà la storia del secolo fino ai primi anni Cinquanta rispolverando vicende sapute, pagine di storia acquisite, altre ricevute e schemi consolidati. Chi si aspettava una controstoria dell’Italia ha potuto leggerne solo la sinopia: sulla quale si spalma la trama di una famiglia che, per non perderne le figure, avrebbe avuto bisogno di un albero genealogico, alla maniera dell’ultima Orianna Fallaci, che da vicino questo Pennacchi ricorda. Quel che pesa di più è però un traitment del tutto inutile: il romanzo è una lunghissima lettera a chi sa chi, a scorrere la quale ci si chiede più chi sia…

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