di Antonio Celano È la guerra (anche nella sua versione terroristica) il tema che ispira i tre racconti che compongono l’ultimo libro di Luigi Bernardi, Maddalena e le apocalissi (Senzapatria, 122 pp., 10,00 €): il conflitto come definitivo naufragio del genere umano. Nessun virus, nessuna caduta catastrofica di corpi astrali, nessuna fine di natura esogena, dunque, come in altre opere dedicate al genere (che pure in Italia sta avendo un suo discreto sviluppo). E nessun irrimediabile, lento esaurimento di risorse energetiche a causa di egoismi rapaci o necessità difficilmente eludibili. Una scelta, invece – quella dell’estensione su un piano epocale, di massa, del primitivo atto di Caino – forse non così casuale per chi, negli anni scorsi, ha battuto le strade del giallo e del noir. E poi l’amore, la passione rivitalizzante che ingenera, capace di rivelarsi in un legame irrinunciabile, in una gioia della carne in mancanza della quale non può restare che l’esaltata distruzione definitiva o il suicidio (tanto da richiamare alla memoria alcuni aspetti del più sottilmente apocalittico Piattaforma, capolavoro di Michel Houellebecq). Certo nessun personaggio femminile ha nome Eva: impossibile ricominciare alcuna ricostruzione su una terra ferita da così troppo poco tempo. Più opportunamente le tre…



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