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Controluce

Novità librarie

Narrativa
Luisa Ruggio, La nuca (pp. 196, euro 14)
Medioevo. Terra di Hydrunte. Una bellissima adolescente, sospettata di stregoneria perché innamorata delle parole, si traveste da uomo per diventare l’allievo di uno Scriptorium particolare. Un luogo pieno di libri e inchiostri dove i maestri sono due fratelli. Un alchimista eremita e un arabo che colleziona nuche femminili, alla continua ricerca di quella perfetta per la stesura di un codice fatto di puro erotismo. Insieme scopriranno la mistica della sensualità. E la forma più spirituale dell’amore.Una storia che e' anche un omaggio alla scrittura, un tributo alla potenza incantatoria della parola, sull’osmosi tra filosofia occidentale e favola orientale e un falso storico sulla vita immaginaria dell’alchimista di Soleto Matteo Tafuri.

Gëzim Hajdari, Poesie scelte (pp. 320, euro 18)
Gëzim Hajdari, con la sua opera, ha detto Raffaele Taddeo, sta universalizzando l’essere stesso del migrante. La precarietà, la solitudine, l’emarginazione come situazione della migrazione individuale è il canto che si sprigiona dalla poesia del poeta di origine albanese. Gëzim Hajdari ha universalizzato, la necessità dell’abbandono e della lontananza da qualcosa di prettamente terreno. Nella sua poesia l’esilio conduce al superamento di ogni legame con un territorio terrestre lasciando l’uomo senza altro territorio se non il proprio corpo. È la condizione dell’orfano perenne che deve contare sulle proprie forze per sopravvivere, senza alcuna adozione. Gëzim Hajdari è autore di numerose raccolte poetiche e di libri di viaggio. La sua attività letteraria si svolge all’insegna del bilinguismo, in albanese e italiano. Dal 1992 vive come esule in Italia.
Alessandro Angeli, Maginot (pp. 96, euro 12)
Una serie di istantanee che fotogramma dopo fotogramma raccontano la vita e i destini incrociati di tre giovani della periferia romana: il sogno di un riscatto sociale che non arriverà mai, le risse, le aggressioni, le vendette, gli omicidi, in un’escalation di violenza vissuta dall’io narrante con cinismo e distacco, quasi come se la brutalità fosse un fato ineluttabile verso cui anelare, in un viaggio verso gli inferi dove la perdizione è perversamente intesa come soglia di redenzione. Maginot è un appassionante atto d’accusa alla società del benessere che abbandona i suoi figli reietti nel limbo senza uscita degli squallidi sobborghi di periferia.
José Monteiro Lobato, Il presidente nero (pp. 200, euro 14, trad. Marcello Sacco)
Un presidente nero alla Casa Bianca? Negli anni venti uno scrittore di fantascienza lo aveva previsto. Oggi, a meno di due mesi dalle elezioni americane, Edizioni Controluce pubblica, per la prima volta in Italia, il romanzo di Monteiro Lobato (traduzione di Marcello Sacco). Il libro, è ambientato in una società in cui vige il telelavoro e il voto telematico, mai nulla di più terribile e attuale oggi. L’opinione pubblica si orienta leggendo giornali proiettati su schermi luminosi presenti in ogni casa, l’elettorato ha accantonato la lotta di classe e si identifica con i suoi leader secondo il sesso e il colore della pelle mentre negli Stati Uniti, unico impero mondiale, è in corso una campagna elettorale in cui, a contendersi la presidenza, ci sono un conservatore bianco, un leader nero e una donna. Un triangolo esplosivo che ricalca in maniera sconcertante, con inconsueta preveggenza e straordinaria lungimiranza, quello che sta accadendo in questi giorni in America. Originario dello Stato di San Paolo, Josè Bento Monteiro Lobato (1882-1948), che oggi è ricordato soprattutto per la sua produzione letteraria per l’infanzia, popolarissima nei paesi lusofoni.
Saggistica
David Gentilcore, Malattia e guarigione (pp. 160, euro 15, trad. Paolo Pacciolla)
La convinzione di essere entrati in una nuova era medica dove oltre alla biomedicina occidentale coesistono diverse forme e tradizioni terapeutiche, dalla “new age” alla cinese, dall'ayurvedica all’omeopatica, è molto diffusa, ma, in effetti, questo genere di “pluralismo medico” non è affatto nuovo. Lo dimostra questo libro, che è uno studio sul pluralismo medico in un passato non troppo lontano. Esso esplora l’ambito e la gamma dei guaritori, dai medici elitari ai ciarlatani di piazza, e delle tante forme di guarigione che esistevano nel regno di Napoli in un arco di tempo che si estende fra il 1550 e il 1800. David Gentilcore è ordinario di Storia moderna alla University of Leicester in Inghilterra. Si è occupato della storia socio-culturale dell'Italia moderna e dell'antropologia storica, soprattutto in area religiosa, sanitaria e alimentare.
Ferdinando Boero, Ecologia ed evoluzione della religione (pp. 216, euro 15)
La religione da sempre ha trattato di scienza, con ingerenze spesso dirompenti. La scienza, dal canto suo, tratta la religione come un prodotto della mente umana, non riconoscendole alcun nesso con il mondo fisico. In Ecologia ed evoluzione della religione, emblematici episodi autobiografici dalle "forti connotazioni extranaturali" diventano il pretesto per analizzare la genesi della religione come elaborazione culturale di "qualcosa" che forse esiste davvero. Ecologia e biologia evoluzionistica ci mostrano un carattere prettamente "funzionalista" della religione: da sempre conferisce vantaggi agli uomini per cooperare, per preservare e conservare l'ambiente naturale e sociale. Molte le variabili "ambientali" prese in considerazione: dall'antropologia alla cinematografia di Terminator e Robocop, dall'epistemologia al genio di Frank Zappa, con un risultato divertente e intelligente.

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