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Novità librarie

Gabriele D’Annunzio, Lettere d’amore a Barbara Leoni (pp. 240, euro 23)



L’amore che legò D’Annunzio a Barbara Leoni dal 1887 al 1892 fu forse tra i più intensi e appassionati ed ebbe come sfondo la Roma di fine secolo, Francavilla e Napoli. Un amore tra il ventiquattrenne scrittore e le bella trasteverina infelicemente sposata con il conte Leoni che durò cinque anni e influenzò, direttamente o indirettamente, tutte le sue opere di quel periodo, tra cui Giovanni Episcopo, Il piacere, L’innocente, mentre rovinò la vita della donna. L’intera vicenda è testimoniata dalle oltre mille lettere che D’Annunzio scrisse all’amante, molte delle quali inedite e qui pubblicate per la prima volta.



Soren Kierkegaard, La malattia mortale (pp. 144, euro 18)



Curato da Cornelio Fabro, il massimo studioso del pensatore danese, La malattia mortale dà la misura della grandezza e della profondità di pensiero del filosofo. La “malattia mortale” è per Kierkegaard la disperazione come condizione dell’incompiutezza umana: malattia dello spirito e al tempo stesso elemento indispensabile per divenire coscienti del significato eterno della propria esistenza. In tutto questo acquista centralità il problema religioso e il problema tormentato con Dio. In tal modo questa opera è un grandioso dialogo tra l’esistenza religiosa e la sua disperata negazione.



Philipp Otto Runge, La sfera dei colori e altri scritti sul colore e sull’arte (pp. 208, euro 22)



Runge, nato nel 1777 e morto nel 1810, con questa sua opera aveva messo in ombra lo scritto fondamentale sul colore scritto da Caspar David Friedrich, il più grande pittore romantico. Poi, l’opera dello stesso Runge, sarebbe stata messa in ombra dalla Teoria dei colori di Goethe che del resto deve molto alle tesi di Runge e alle riflessioni sullo stesso tema di Arthur Schopenhauer. Trascurate nell’Ottocento, le tesi di Runge e soprattutto la sua visione simbolica e spirituale, insieme alle problematiche sul colore furono riprese e approfondite nel Novecento e soprattutto grazie al Bahaus, rappresentando un insegnamento imprescindibile per tutta la pittura a venire.


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