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Gabriella Sica - Emily e le altre

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Immobile Vulcano, la Vita

GABRIELLA SICA
Emily e le Altre
pp 192, euro 12,00
Cooper Editore

Daniela Matrònola

Cos'è la poesia? Domanda seria: la risposta, non scontata, è seria almeno altrettanto. Diventa un discorso sul valore delle nostre vite. Vite di poeti, o vite di umani e basta? Più probabile la seconda: eppure non sembrerebbe. Emily e le Altre, di Gabriella Sica sembrerebbe uno studio su Emily Dickinson (poetessa americana del Secondo Ottocento: 1830/1886), per specialisti o per esclusivi appassionati della sua opera, fra Lettere (1504) e Liriche (1775, archiviate secondo due data/numerazioni: Johnson e Franklin). Subito invece la Sica ci guida lungo un itinerario di ricognizione dei legami, non scontati, tra l'ermetismo rapsodico della straordinaria ED-POETA e nove autrici (oltre la stessa Sica, qui anche ri-traduttrice) disseminate tra '800 e '900, la cui collocazione prima e dopo ED si risolve nella loro illocazione (dal termine trovato da Amelia Rosselli per Illocality in J963/F824).
L'intreccio di parentele che si sprigiona sfida le sbarre di spazio e tempo, e reperisce canali di dialogo e contatto che scovano nuovi percorsi di sintonizzazione. Dunque, subito, proprio sulla carta, questo libro pone Emily Dickinson al centro di un cerchio magico (Circumference thou Bride of Awe / Circonferenza, tu Sposa di Sgomento, J1620/F1636) in cui tempo e spazio decadono per lasciar proliferare relazioni impossibili (I dwell in Possibility / Vivo nella Possibilità, J657/F466). L'invito del libro è a un patto, coincidente con la propria regola aurea, fondativa: il nodo cruciale è la relazione (come sintetizza magistralmente Albert Einstein a inizio '900).
Tra il prima e il poi, sul ponte dell'inesausto andirivieni, si radica l'unicum immanente: la luce della poesia. E si apre il passaggio mancante, la poesia come canale preferenziale, sintonia impetuosa cui tutti possiamo affluire per la proprietà transitiva applicata a quel canale di trasmissione che è intrattenimento di relazioni: la parola poetica secca, asciutta. Come? Attraverso la traduzione che accende una fitta rete di corrispondenze. ED traduce, cioè sposta su di sé, con spirito sororale, la lezione delle Brontë e non solo. Così Amelia Rosselli assume ED su di sé e riallaccia la relazione, sotterranea e innegabile, tra ED e Sylvia Plath legandole per virile femminilità.
E ora qui Gabriella Sica ritraduce a sua volta ED, la assume e spinge oltre la frontiera della relazione: lega in cerchio alle nove Altre ED, il cui tipico trattino (hyphen/dash) conquista senso come segno di trasmissione del suo ermetismo.


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