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Gramellini Massimo - L'ultima riga delle favole

RECENSIONI








Anche il dolore ha un senso

MASSIMO GRAMELLINI
L'ultima riga delle
favole

con illustrazioni
di Paolo d'Altan
pp. 270, euro 16,60
Milano, Longanesi

Mara Pardini

Quest'estate dimentichiamo il Massimo Gramellini giornalista e noto volto televisivo. Dimentichiamo i sagaci e sottili "Buongiorno" sulla prima pagina della Stampa. Dimentichiamo i commenti sferzanti nel salotto di Fabio Fazio. E concentriamoci sul Massimo Gramellini romanziere. Sì, proprio quello che nasce con L'ultima riga delle favole, edito da Longanesi e che, in fin dei conti, tutti aspettavamo. Come ci aveva confessato ai tempi del fortunato e ben riuscito saggio Ci salveranno gli ingenui (ancora Longanesi), Gramellini ha coltivato per anni il sogno di trovare e di scrivere una bella storia che gli desse la possibilità di raccontare molte più verità di quelle che presenta svolgendo il ruolo di giornalista. Un desiderio di evasione, per esercitare un tipo di racconto meno aderente alla realtà del cronista ma, proprio per questo, più appagante e più vero. Ecco, Gramellini ha trovato quella storia nell'antichissimo Vangelo di Tommaso e l'ha riproposta in una tenera favola moderna.
Il protagonista del romanzo, Tomàs, è un uomo di mezza età in cui ciascuno di noi (donne comprese) può riconoscersi. E' un disertore dei sentimenti, crede poco o nulla in se stesso, subisce la vita e allontana l'amore a suon di starnuti. Fino a quando incontra Arianna, completamente diversa da lui perché alla ricerca dell'anima gemella e, proprio per questo, capace di suscitare sentimenti inattesi. Si conoscono, si scambiano il numero di telefono e una sera, quando Tomàs sta per chiamarla per annullare l'appuntamento a causa di un tanto improvviso quanto improbabile raffreddore, Arianna lo precede: gli comunica che non possono vedersi perché "c'è di mezzo un'altra persona". Bruciato sul tempo da quella donna così diversa da lui di cui si sarebbe davvero potuto innamorare, preso dallo sconforto, Tomàs si rifugia sulla spiaggia dove un gruppo di malviventi cerca di derubarlo. Nel tentativo di fuggire cade in acqua e perde conoscenza. Al suo risveglio si trova alle Terme dell'Anima, coperto da un semplice accappatoio e circondato da poche candele. È in un universo parallelo abitato da particolarissimi personaggi dal corpo ad anfora e da allenatrici eteree. Qui intraprende un percorso ad ostacoli, quello che le antiche tradizioni individuano in un sentiero stretto che dai livelli più bassi del corpo (le emozioni superficiali e i desideri materiali) conduce alla camera del cuore. Un viaggio per raggiungere il centro di se stesso, alla scoperta di quel talento che giace in ciascuno di noi.
Con L'ultima riga delle favole il vice direttore della Stampa ci tiene in esercizio, istruendo il nostro cuore a trasformare la realtà con i sogni e con i "nonostante" bandendo così, una volta per tutte, i fallimentari "se".
L'ingenuo Gramellini si pone come un allenatore di anime che insegna a fare pace con il passato, a ricongiungersi con la propria anima, a unire la parte maschile e femminile ad un unico essere, proprio come, prima di lui, ha insegnato San Tommaso.
Gramellini cerca di farci intendere che dobbiamo amarci, condizione indispensabile per amare gli altri ed esserne ricambiati. L'amore, infatti, non è un'emozione bensì un sentimento. Solo comprendendo questo possiamo, alla Coelho, rimanere aperti alla sua bellezza.
L'autore costruisce così una storia ricca di incontri e di personaggi allo sbando rinchiusi, come Tomàs, in quella sorta di limbo che contiene tutti coloro che fuggono dai propri desideri perché spaventati dal peso delle responsabilità (spicca l'attualissimo cinismo dell' "ulteriore" Polvere), accompagnati da una lingua che parla al cuore, da una favola moderna che ci fa capire come anche il dolore abbia un senso e come sia necessario ritrovare se stessi prima di poter condividere il mondo con qualcun altro.
Gramellini realizza cioè una storia suggestiva e garbata, che indugia sul tessuto del quotidiano, sulle impercettibili peripezie del cuore, tenute insieme da un linguaggio dai mezzi toni, da una musica soffusa di favola. La sua parlata scivola su simboli e anfratti dell'animo con leggerezza e intensità, arguzia e delicatezza, conducendoci per mano in quello che forse è un percorso personale prima ancora che narrativo.
Con il suo primo romanzo Massimo Gramellini ci affida un messaggio di speranza, una delicata pomata per l'anima che ci permette di arrivare alla meta e di scrivere l'ultima riga della nostra favola: quel "vissero per sempre felici e contenti" che ora, lo abbiamo imparato, rappresenta la vera avventura.




Scheda libro:
Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall'infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l'anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

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