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La Meridiana

Novità librarie

(a cura) Marcella De Pra e Paola Scalari, Nascere e crescere. Il mestiere di genitori (pp. 232, euro 18,50)



Questo libro contiene le riflessioni di più autori che hanno collaborato negli anni con Spazio Incontro: sono esperti e operatori – da Francesco Berto a Gustavo Pietropolli Charmet, da Paola Milani a Silvia Vegetti Finzi – che delineano, seppur da diverse prospettive, come accogliere, ascoltare e comprendere i bisogni dei bambini. Sarà il lettore a scegliere il personale itinerario tra i diversi scenari aperti dai saggi del volume, a cura di Marcella De Pra e Paola Scalari, suddivisi in tre blocchi di argomenti: istituzioni, genitorialità e servizi. I genitori per non sentirsi smarriti, scrive nel prologo la pediatra Lucia Magagnato, hanno l’esigenza di fare domande. Il libro, aggiunge la psicologa Paola Scalari, contiene un insieme di “solisti” che si trasformano in una vivace “corale” perché tutti i protagonisti sono sintonizzati sull’importanza del gruppo familiare dentro al quale cresce il bambino. «Questi professionisti offrono un dono prezioso: la narrazione del proprio pensiero.






Angelo Cianciotta, Famiglia in gioco (pp. 160, euro 16)



Questo libro mette in gioco la famiglia nella sua capacità e possibilità di educare alle differenze di genere e di far dialogare le generazioni (genitori-figli-nonni…). La particolarità della proposta del libro sta nei suoi destinatari: non singole persone, ma famiglie nella loro continuità intergenerazionale, coppia genitoriale, figli e figlie, nonni. Inusuale è il luogo in cui il libro va sperimentato: la domus, cioè la casa, la dimora di ogni famiglia. Nello stesso tempo la famiglia si può mettere in discussione, per rivedere teorie e strategie concrete di azione, cogliere nelle profondità della memoria i copioni che “rappresenta” nella quotidiana assunzione di ruoli e aspettative, e le sue “visioni” della realtà. Il libro, spiega l’autore – che ha compiuto gli studi di Filosofia e Teologia nella Pontificia Università Gregoriana di Roma, è laureato in Scienze dell’educazione nell’Università di Bari ed è parroco di San Giovanni Bosco ad Altamura – nasce dalla partecipazione all’Accademia estiva della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, presieduta da Duccio Demetrio, e dalla lettura di una ricerca sulla trasmissione di genere attraverso le generazioni, curata da Laura Formenti.



Aldo Capitini, La religione dell’educazione (pp. 232, euro 16)



Questo libro, a cura di Piergiorgio Giacchè, vuole ovviare alla più paradossale delle dimenticanze: gli scritti sulla scuola e l’educazione di Aldo Capitini sono i meno noti e diffusi, e però sono quelli che riguardano la competenza e la preoccupazione primaria di uno studioso pedagogista per mestiere e pedagogo per vocazione. Negli ultimi due anni della sua vita li ha selezionati e raccolti, in due volumi intitolati alla “Educazione aperta”: in apparenza l’ultima delle “aperture” da lui coniate, ma in realtà la prima che ha orientato la sua vita intellettuale e il suo impegno sociale. Il contributo più meditato e prezioso alla scienza pedagogica dei suoi e dei nostri anni. Aldo Capitini (Perugia, 1899-1968) sognava una scuola democratica, liberissima ideologicamente, in cui ognuno potesse esprimersi. E in generale, per la società, più che alla parola democrazia pensava a una omnicrazia, in cui il potere fosse di tutti.



AA. VV., Discordie in gioco (pp. 162, euro 16)



Questo libro di Elena Camino, Carla Calcagno, Angela Dogliotti e Laura Colucci-Gray vuole essere l’esempio di un’educazione scientifica critica, non solo nozionistica ma capace di suscitare al tempo stesso il fascino della continua esplorazione del mondo in cui ci troviamo a vivere, il gusto della sperimentazione e la costante riflessione sulle grandi domande che fanno da ponte tra ricerca scientifica, speculazione filosofica, scelte etiche ed esistenziali. Le autrici propongono nel testo un gioco di ruolo per presentare i problemi concreti della nostra società in chiave critica, aperta, non dogmatica, facendo conoscere le tecniche di trasformazione costruttiva e nonviolenta dei conflitti nel settore ambientale. Il libro, inoltre, propone un gioco di ruolo sul caso della Tav in Val di Susa.



Francesco Berto e Paola Scalari, ConTatto (pp. 240, euro 18)



Sin dal titolo questo libro propone una lezione di umiltà, più vicina alla manualità artigianale che all’arte o alla professionalità; si parla infatti, senza retorica, del «difficile mestiere di educare i figli». E, come accadeva un tempo nel lavoro di bottega, è con semplicità che i due autori ci mettono a disposizione il loro patrimonio di sapere e di esperienza. Notate il garbo con il quale ci introducono nelle stanze di consultazione, il rispetto con il quale presentano i loro interlocutori, il coraggio che dimostrano nel mettersi in gioco direttamente, senza ammantarsi di giustificazioni concettuali o di certezze metodologiche. Si impara a fare lo psicologo facendolo, ci dicono. E interrogandosi continuamente sul proprio operare. Prefazione di Silvia Vegetti Finzi)



Mark T. Greenberg e Carol A. Kusche, Emozioni per l’uso (pp. 104, euro 13,50, trad. Antonella Delfini)



Questo volume, una proposta di educazione socio-emotiva per la scuola non si occupa solamente di proporre una teoria sulle emozioni, spiegarne la loro funzione o sottolineare l’importanza di una sana vita emotiva. Ci si riferisce, invece, al tema dell’apprendimento sociale ed emotivo e, dunque, dell’educazione socio-emotiva. Per questo si è scelto di proporre all’attenzione dei lettori, che si immaginano essere educatori, insegnanti, genitori, ma anche amministratori scolastici o politici interessati ai temi sociali ed educativi del loro territorio, la descrizione analitica di un programma creato per utilizzare al meglio l’alfabeto delle emozioni. Introduzione di Davide Antognazza.



Anna Coppola De Vanna, Fulvia D’Elia e Lazzaro Gigante, Di padre in padre. I tempi della paternità (pp. 144, euro 15)



E’ un libro che può essere apprezzato da genitori, educatori e studiosi, ricco com’è di riflessioni ed esemplificazioni esposte in un linguaggio semplice e scorrevole. Gli autori hanno lunga pratica di contatto con famiglie in difficoltà e sono sensibili non solo all’attualità ma anche alle trasformazioni nel tempo dei ruoli familiari, dimostrando così di scrivere “per scienza ed esperienza”. Parlando di padri, non mi attendo e non credo a cambiamenti clamorosi e repentini ma semmai a tendenze al mutamento che potrebbero consolidarsi in seguito e che segnalano comunque una trasformazione a lungo termine. Anche nello stesso individuo convivono residui di atteggiamenti evidenti nel passato e spinte verso forme nuove di paternità, una condizione conflittuale con la quale dobbiamo imparare a convivere senza rifugiarci nel conformismo della tradizione né nelle scorciatoie del nuovo ad ogni costo fingendo di essere in presenza di chissà quale miracolistica trasformazione

(dalla prefazione di Fulvio Scaparro)



Flavio Montanari e Silvia Montanari, Dal branco al gruppo (pp. 208, euro 18)



Questo è un libro per agire nel mondo costruendo gruppi. Per farlo occorre consapevolezza ma anche competenza. E abilità. Il gioco è un’interfaccia indispensabile per passare dalla coppia al gruppo, dalla comunicazione duale a quella plurale. Molti dei giochi presentati in questo testo, partoriti da un inedito progetto chiamato “Lara”, sono rivolti allo sviluppo di un nuovo gruppo in azione. Infatti, pur ispirandosi ad altri gruppi già conosciuti, dal T- group al team building, quello proposto in queste pagine è un nuovo gruppo, orientato alla formazione e non alla terapia, ma che agisce sulla realtà. Lara è l’acronimo di Laboratorio per le aggregazioni e le relazioni con gli adolescenti, un laboratorio residenziale con classi di scuole superiori, normalmente di tre giorni, dove tra giochi, discussioni in cerchio, momenti più formali e momenti informali, si parla e si discute di come si può far diventare la classe un gruppo.



Silvia Arborini, Ke kasino! (pp. 128, euro 14)



Dalla “A” di autonomia alla “Z” di zattera di salvataggio. Passando per parole come famiglia, identità, modelli, vuoto. Questo non è un libro sugli adolescenti, ma un libro per gli adolescenti, una mappa per attraversare in maniera autonoma questa età della vita. È una fase che va vissuta con lo spirito giusto, una prova da superare per diventare grande o, come si dice, “maturo e responsabile”. Per ogni ragazzo il manuale è davvero prezioso: dopo averlo letto potrà parlare agli adulti con “cognizione di causa”, ovvero da “esperto” della sua e, in parte, della loro adolescenza. È inutile aggiungere che è un testo segretissimo. Gli adulti potranno leggerlo sono se saranno pronti a pensare a un adolescente come a una persona diversa. Con bisogni diversi dal bambino che era.



Gianni Solino, Ragazzi nella terra di nessuno (pp. 120, euro 12)



In questo libro con la prefazione di Luigi Ciotti si racconta del periodo in cui la zona ovest di Aversa fu trasformato in un vero e proprio teatro di guerra, con conflitti a fuoco fra bande rivali, agguati cruenti, inseguimenti con sparatorie, uccisioni continue. Il corpo di Diego viene ritrovato bruciato all’interno di un’automobile. Si diceva che Diego - si chiamava così perché da piccolo era un ammiratore di Zorro, don Diego de la Vega - avesse al suo attivo diversi omicidi e che venisse utilizzato per mettere a segno gli agguati più difficili. E poi c’è Giorgio Villan, giovane e brillante imprenditore di Chioggia, venuto al Sud a trovare e portare lavoro e ricchezza. Paga il racket ma si trova comunque coinvolto in una guerra tra bande per il controllo del territorio. E un giorno viene freddato dietro la cassa del suo negozio e il suo carnefice si allontana senza timore di poter essere riconosciuto, quasi con un gesto di sfida. E poi ci sono Luciano, Peppe ‘o curto e Ciccio, il terrore dei loro coetanei e anche dei ragazzi più grandi.





Angelo Cianciotta, Famiglia in gioco (pp. 160, euro 16)



Questo libro mette in gioco la famiglia nella sua capacità e possibilità di educare alle differenze di genere e di far dialogare le generazioni (genitori-figli-nonni…). La particolarità della proposta del libro sta nei suoi destinatari: non singole persone, ma famiglie nella loro continuità intergenerazionale, coppia genitoriale, figli e figlie, nonni. Inusuale è il luogo in cui il libro va sperimentato: la domus, cioè la casa, la dimora di ogni famiglia. Nello stesso tempo la famiglia si può mettere in discussione, per rivedere teorie e strategie concrete di azione, cogliere nelle profondità della memoria i copioni che “rappresenta” nella quotidiana assunzione di ruoli e aspettative, e le sue “visioni” della realtà. Il libro, spiega l’autore – che ha compiuto gli studi di Filosofia e Teologia nella Pontificia Università Gregoriana di Roma, è laureato in Scienze dell’educazione nell’Università di Bari ed è parroco di San Giovanni Bosco ad Altamura – nasce dalla partecipazione all’Accademia estiva della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, presieduta da Duccio Demetrio, e dalla lettura di una ricerca sulla trasmissione di genere attraverso le generazioni, curata da Laura Formenti.



Aldo Capitini, La religione dell’educazione (pp. 232, euro 16)



Questo libro, a cura di Piergiorgio Giacchè, vuole ovviare alla più paradossale delle dimenticanze: gli scritti sulla scuola e l’educazione di Aldo Capitini sono i meno noti e diffusi, e però sono quelli che riguardano la competenza e la preoccupazione primaria di uno studioso pedagogista per mestiere e pedagogo per vocazione. Negli ultimi due anni della sua vita li ha selezionati e raccolti, in due volumi intitolati alla “Educazione aperta”: in apparenza l’ultima delle “aperture” da lui coniate, ma in realtà la prima che ha orientato la sua vita intellettuale e il suo impegno sociale. Il contributo più meditato e prezioso alla scienza pedagogica dei suoi e dei nostri anni. Aldo Capitini (Perugia, 1899-1968) sognava una scuola democratica, liberissima ideologicamente, in cui ognuno potesse esprimersi. E in generale, per la società, più che alla parola democrazia pensava a una omnicrazia, in cui il potere fosse di tutti.



AA. VV., Discordie in gioco (pp. 162, euro 16)



Questo libro di Elena Camino, Carla Calcagno, Angela Dogliotti e Laura Colucci-Gray vuole essere l’esempio di un’educazione scientifica critica, non solo nozionistica ma capace di suscitare al tempo stesso il fascino della continua esplorazione del mondo in cui ci troviamo a vivere, il gusto della sperimentazione e la costante riflessione sulle grandi domande che fanno da ponte tra ricerca scientifica, speculazione filosofica, scelte etiche ed esistenziali. Le autrici propongono nel testo un gioco di ruolo per presentare i problemi concreti della nostra società in chiave critica, aperta, non dogmatica, facendo conoscere le tecniche di trasformazione costruttiva e nonviolenta dei conflitti nel settore ambientale. Il libro, inoltre, propone un gioco di ruolo sul caso della Tav in Val di Susa.



Francesco Berto e Paola Scalari, ConTatto (pp. 240, euro 18)



Sin dal titolo questo libro propone una lezione di umiltà, più vicina alla manualità artigianale che all’arte o alla professionalità; si parla infatti, senza retorica, del «difficile mestiere di educare i figli». E, come accadeva un tempo nel lavoro di bottega, è con semplicità che i due autori ci mettono a disposizione il loro patrimonio di sapere e di esperienza. Notate il garbo con il quale ci introducono nelle stanze di consultazione, il rispetto con il quale presentano i loro interlocutori, il coraggio che dimostrano nel mettersi in gioco direttamente, senza ammantarsi di giustificazioni concettuali o di certezze metodologiche. Si impara a fare lo psicologo facendolo, ci dicono. E interrogandosi continuamente sul proprio operare. Prefazione di Silvia Vegetti Finzi)



Mark T. Greenberg e Carol A. Kusche, Emozioni per l’uso (pp. 104, euro 13,50, trad. Antonella Delfini)



Questo volume, una proposta di educazione socio-emotiva per la scuola non si occupa solamente di proporre una teoria sulle emozioni, spiegarne la loro funzione o sottolineare l’importanza di una sana vita emotiva. Ci si riferisce, invece, al tema dell’apprendimento sociale ed emotivo e, dunque, dell’educazione socio-emotiva. Per questo si è scelto di proporre all’attenzione dei lettori, che si immaginano essere educatori, insegnanti, genitori, ma anche amministratori scolastici o politici interessati ai temi sociali ed educativi del loro territorio, la descrizione analitica di un programma creato per utilizzare al meglio l’alfabeto delle emozioni. Introduzione di Davide Antognazza.



Anna Coppola De Vanna, Fulvia D’Elia e Lazzaro Gigante, Di padre in padre. I tempi della paternità (pp. 144, euro 15)



E’ un libro che può essere apprezzato da genitori, educatori e studiosi, ricco com’è di riflessioni ed esemplificazioni esposte in un linguaggio semplice e scorrevole. Gli autori hanno lunga pratica di contatto con famiglie in difficoltà e sono sensibili non solo all’attualità ma anche alle trasformazioni nel tempo dei ruoli familiari, dimostrando così di scrivere “per scienza ed esperienza”. Parlando di padri, non mi attendo e non credo a cambiamenti clamorosi e repentini ma semmai a tendenze al mutamento che potrebbero consolidarsi in seguito e che segnalano comunque una trasformazione a lungo termine. Anche nello stesso individuo convivono residui di atteggiamenti evidenti nel passato e spinte verso forme nuove di paternità, una condizione conflittuale con la quale dobbiamo imparare a convivere senza rifugiarci nel conformismo della tradizione né nelle scorciatoie del nuovo ad ogni costo fingendo di essere in presenza di chissà quale miracolistica trasformazione

(dalla prefazione di Fulvio Scaparro)



Flavio Montanari e Silvia Montanari, Dal branco al gruppo (pp. 208, euro 18)



Questo è un libro per agire nel mondo costruendo gruppi. Per farlo occorre consapevolezza ma anche competenza. E abilità. Il gioco è un’interfaccia indispensabile per passare dalla coppia al gruppo, dalla comunicazione duale a quella plurale. Molti dei giochi presentati in questo testo, partoriti da un inedito progetto chiamato “Lara”, sono rivolti allo sviluppo di un nuovo gruppo in azione. Infatti, pur ispirandosi ad altri gruppi già conosciuti, dal T- group al team building, quello proposto in queste pagine è un nuovo gruppo, orientato alla formazione e non alla terapia, ma che agisce sulla realtà. Lara è l’acronimo di Laboratorio per le aggregazioni e le relazioni con gli adolescenti, un laboratorio residenziale con classi di scuole superiori, normalmente di tre giorni, dove tra giochi, discussioni in cerchio, momenti più formali e momenti informali, si parla e si discute di come si può far diventare la classe un gruppo.



Silvia Arborini, Ke kasino! (pp. 128, euro 14)



Dalla “A” di autonomia alla “Z” di zattera di salvataggio. Passando per parole come famiglia, identità, modelli, vuoto. Questo non è un libro sugli adolescenti, ma un libro per gli adolescenti, una mappa per attraversare in maniera autonoma questa età della vita. È una fase che va vissuta con lo spirito giusto, una prova da superare per diventare grande o, come si dice, “maturo e responsabile”. Per ogni ragazzo il manuale è davvero prezioso: dopo averlo letto potrà parlare agli adulti con “cognizione di causa”, ovvero da “esperto” della sua e, in parte, della loro adolescenza. È inutile aggiungere che è un testo segretissimo. Gli adulti potranno leggerlo sono se saranno pronti a pensare a un adolescente come a una persona diversa. Con bisogni diversi dal bambino che era.



Gianni Solino, Ragazzi nella terra di nessuno (pp. 120, euro 12)



In questo libro con la prefazione di Luigi Ciotti si racconta del periodo in cui la zona ovest di Aversa fu trasformato in un vero e proprio teatro di guerra, con conflitti a fuoco fra bande rivali, agguati cruenti, inseguimenti con sparatorie, uccisioni continue. Il corpo di Diego viene ritrovato bruciato all’interno di un’automobile. Si diceva che Diego - si chiamava così perché da piccolo era un ammiratore di Zorro, don Diego de la Vega - avesse al suo attivo diversi omicidi e che venisse utilizzato per mettere a segno gli agguati più difficili. E poi c’è Giorgio Villan, giovane e brillante imprenditore di Chioggia, venuto al Sud a trovare e portare lavoro e ricchezza. Paga il racket ma si trova comunque coinvolto in una guerra tra bande per il controllo del territorio. E un giorno viene freddato dietro la cassa del suo negozio e il suo carnefice si allontana senza timore di poter essere riconosciuto, quasi con un gesto di sfida. E poi ci sono Luciano, Peppe ‘o curto e Ciccio, il terrore dei loro coetanei e anche dei ragazzi più grandi.


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