Stilos

Cerca
OFFERTA SPECIALE RISERVATA AI VECCHI ABBONATI: RINNOVA ENTRO IL 31 GENNAIO IL TUO ABBONAMENTO ANNUO ALLA RIVISTA E PAGHERAI 30 EURO (+ SPESE POSTALI) PER 12 COPIE ANZICHE’ 39 EURO"

Vai ai contenuti

Marino Kagliani - La spiaggia dei ricordi

LINK





Dall'Argentina a Oneglia, sul filo dei ricordi

MARINO MAGLIANI
La spiaggia dei cani
romantici

233 pagine, 14 euro
Torino, Instar Libr
i

Mara Pardini

Marino Magliani torna in libreria con una storia che si porta dietro da tempo e che costituisce per i lettori, soprattutto per quelli più affezionati, una vera sorpresa: La spiaggia dei cani romantici, edito per Instar Libri. Qui l'autore prende le distanze da quella dimensione ligure, forse troppo amata, a cui ci aveva abituati per delineare uno scenario completamente diverso, accanto alla quale la Liguria di Bastieto, paesino di pura invenzione che Magliani colloca sulla strada di Isolabona, costituisce solo un dolcissimo azzardo. Negli anni Ottanta molti ragazzi argentini coltivano il sogno dell'Europa per scappare dalla dittatura, dalle guerre e dalla disoccupazione. A Lincoln, una cittadina in mezzo alla Pampa, ogni anno alla fine di novembre tornano i giovani che hanno oltrepassato la "pozzanghera". Sono i "chicos piola", i ragazzi all'occhio, ovvero un gruppo di perdigiorno che vive l'estate di notte lavorando nelle discoteche di Lloret de Mar, sulla Costa Brava. Nel 1983 passa da Lincoln anche il "tano" Gregorio Sanderi, un giovane italiano che accompagna i suoi giorni con droga e sesso, trascinandosi stancamente tra le spiagge di Lloret de Mar e quelle di Gran Canaria. Quello stesso anno, Almeja, un reduce della guerra delle Malvinas, in compagnia della sua donna, la "negra" Zulma, decide di abbandonare Lincoln dopo avervi trascorso ventidue anni tra il "calcio, le chiavate con la negra" e il "farsi spellare al club". Si trasferisce in provincia di Oneglia, dove è nato suo nonno, con la speranza di diventare calciatore professionista. Ma la Liguria ben presto lo delude: è "complicata", "decrepita, "con la spazzatura all'ingresso dei paesi, le terrazze crollate" e "l'azzurro stupido e polveroso degli ulivi". E per di più Almeja porta con sé un segreto: ha saputo che una cellula di reduci argentini vuole vendicarsi uccidendo i soldati britannici che trascorrono le vacanze in Costa Brava. Dopo aver perduto la donna - Zulma ha preferito sistemarsi con un parente di lui, avanti negli anni ma benestante - e l'impossibilità di ricevere il passaporto, necessario per giocare a calcio, a causa di lungaggini burocratiche, la sorte conduce anche Almeja a Lloret de Mar. Qui la sua esistenza si intreccia a quella di Gregorio Sanderi e dei "chicos piola". Scrittore scaltro, Magliani interrompe la narrazione e fa scorrere velocemente il tempo per arrivare a trent'anni dopo, in Olanda. Molte lettere femminili giungono ad una tv olandese che decide di allestire un programma dedicato all'amore. La giornalista Renata Van Duin parte da Amsterdam e si mette sulle tracce dei superstiti di quelle estati spagnole che si sono salvati da droghe e malattie. Vuole capire i segreti di certe notti romantiche e assassine. Scopre così che a Lloret la vita non è cambiata. Giovani da tutta Europa continuano a ritrovarsi lì, in quella piccola cittadina balneare sulla Costa Brava. Renata non solo si imbatte nel segreto della morte di Almeja ma riesce anche a rintracciare alcuni dei superstiti, tra cui il "tano" Gregorio che ora vive in Liguria. E ci fermiamo qui, senza aggiungere altro della trama, perché il fascino di quest'opera risiede nella suspense che dura dall'inizio alla fine, in un crescendo di passaggi anche noir e di sfumature cinematografiche sapientemente costruiti e, proprio per questo, capaci di alimentare il gusto della sorpresa. La spiaggia dei cani romantici è un romanzo fortemente visivo anche perché Marino Magliani, diversi anni fa, ha trascorso sei mesi a Lincoln. Inoltre, ha vissuto una decina d'anni tra Spagna e Sudamerica, per poi stabilirsi in Olanda (ma è nato nel 1960 in un paesino della Val Prino, in Liguria, dove tuttora spesso fa ritorno). Insomma, Magliani ben conosce i luoghi del racconto. E la loro lingua, con le torsioni stilistiche e lessicali che ne fanno parte. Il linguaggio della Spiaggia, ricco di modi di dire tipicamente argentini che si mescolano alla perfezione con la lingua italiana, attrae perché improntato ad una densa espressività. E' sporco, duro, acuminato, soprattutto quando si riferisce alla sfera sessuale. La scrittura crea così un'aria ferma che ci fa aderire con convinzione tanto alla Storia quanto al verosimile. E al mondo del ricordo e della nostalgia della giovinezza e dei desideri ad essa legati, più o meno leciti, rappresentato da quella Liguria che, ora, è solo marginale e che viene guardata come si fa con il negativo di una fotografia. Non a caso, quando ci porta in terra ligure, Magliani accompagna il viaggio con un ritmo più cauto, un passo più lento, tra "terrazze coltivate a mimose e arbusti che nella notte riflettevano la spuma del mare". Scrittore maturo e convincente, che desidera omaggiare sia il Bolano di Los Perros Romanticos che il Francesco Biamonti dell'Angelo di Avrigue, Marino Magliani ci regala certamente la sua opera più compiuta che va apprezzata tanto nella consistenza del plot e nella ricchezza delle suggestioni, quanto nell'intrigante mutamento dei punti di vista e nel muoversi preciso su e giù per il tempo, senza sbavature o incertezze. Un libro che per tutti questi motivi non si fa fatica a raccomandare come lettura piacevole ed intelligente.

Valid XHTML 1.0 Strict


Torna ai contenuti | Torna al menu