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Paolo Mazzocchini - Ciccina

NARRAZIONI

Ciccina
di Paolo Mazzocchini


"Bambina mia, non aver paura, non è niente. Non è successo niente, ti assicuro. Adesso la mammina ti fa caro al pancino e ti passa tutto lo spavento. Vieni qui Ciccina, qui tra le mie braccia e lascia che ti copra di baci. Quanto devi aver sofferto in questa settimana, senza di me, nelle grinfie di quella bestia sdentata e bavosa. Era una strega quella, l'ho sempre detto io, non era la tua nonnina, come pretendeva di farsi chiamare: 'Nonnina ti prepara il latte, nonnina ti canta la ninna nanna...' Baldracca schifosa! L'ho capito subito che ti odiava; da quando ti ho portata in questa casa ho capito che era gelosa di te, che eri per lei un impiccio insopportabile. Ma adesso l'ho sistemata... La vedi, lì, sul divano? Guardala com'è immobile e livida, con la sua faccia gonfia di cortisone che pare una maschera di carnevale. Ma non si muoverà più, stai tranquilla! Sono stata io, Ciccina cara; ma tu non dirlo a nessuno, a nessuno, capisci? Un bel po' di digitale aggiunta alla sua nauseante dose quotidiana di warfarin e lei si è appoggiata tremando sul divano, tenendosi la fronte colla mano e balbettando con un filo di schiuma alla bocca che aveva i suoi soliti sforzi di stomaco per effetto della medicina. Io le ho appoggiato con premura il cuscino sotto la testa e l'ho fatta adagiare... e dopo un minuto era proprio tranquilla: guardava fissa il soffitto, non parlava, non sospirava più. Finalmente. Tutto era finito. Adesso bisognerà pure chiamare la croce verde e dire che si è sentita male... ma poi, nosocomio ambulante com'era, non si faranno passare nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di farle l'autopsia. Stai tranquilla Cicci, che quella non ci tormenterà mai più. In nessun modo. La tua mammina, invece, da oggi starà sempre vicino a te, sempre sempre. Ho sbagliato a lasciarti per una settimana con lei. Gliel' avevo detto a quella: 'Io sto via con Gigi a Canazei fino a sabato; tu dalle da mangiare alla mia Ciccina, latte tiepido col biberon e biscottini sbriciolati e altra robina apposta per lei, ma non lasciarla girare in cucina, che è ancora troppo piccola, e non può mangiucchiare la carne e il pesce e la pasta che le fanno male al pancino...' Oh povera mia Ciccina! Invece lei no, giù a rimpinzarti di robaccia della sua cucina da schifo; e poi, per non averti tra i piedi, ti ha fatto uscire sempre sul giardino, col freddo cane che a gennaio ti morde le orecchie, pure qui, vicino al mare; e così ti ha fatto addirittura raffreddare, mentre io gliel'avevo raccomandato di farti stare calda calda in casa. Ma quella invece: ' No, che a stare sempre chiusa qui dentro mi sporca in giro e mi rovina i mobili e si aggrappa alle tende e le tira giù e ormai è grandicella e qua e là, mentre io sono vecchia e malata, e non ce la faccio a starle dietro tutto il giorno, e fuori non ci sono pericoli e prende un po' d'aria buona e tiritì e tirità...'. Rompiscatole di merda! Adesso invece senti come tutto è pace, e silenzio! Io e te, soli nella nostra casa: la nostra, nostra soltanto adesso, ci pensi? Sì, qualche volta ci sarà anche Gigi con noi, ma lui ti vuole bene, lo sai. E lui fa tutto quello che io gli dico di farti. Non è come quella. E pure Gigi odiava, la schifosa. Da quando mi sono messa con lui ha cominciato a dire che non dovevo portarlo qui, in casa sua, perché non eravamo sposati, e io non ero più una ragazzina e avevo già una figlia e bisognava regolarizzare almeno in municipio la nostra posizione e qua e là... Insomma: quella, l'hai capito anche tu, voleva comandare in tutto su di me, come quando ero piccola, e se la sfogava sempre anche su di te. Non potevo più permetterglielo, lo capisci?
Ciccina, ti rendi conto che così ho sistemato ben bene tutto quanto, per me, per te, per il nostro futuro? Lo capisci, bambina mia?
Su, non piangere Cicci, lasciati baciare il musetto e rilassati, così, così.... Adesso arriveranno, li ho chiamati io quelli dell'ambulanza, e la porteranno via, per sempre.
Tu intanto distenditi sul divano, cucciola mia, e non mugolare più, che la mamma ti prepara nella scodella le crocchette dolci che ti piacciono tanto. Cara la mia cagnolina! Non è successo niente: è solo l'inizio della nostra felicità."

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