Stilos

Cerca
OFFERTA SPECIALE RISERVATA AI VECCHI ABBONATI: RINNOVA ENTRO IL 31 GENNAIO IL TUO ABBONAMENTO ANNUO ALLA RIVISTA E PAGHERAI 30 EURO (+ SPESE POSTALI) PER 12 COPIE ANZICHE’ 39 EURO"

Vai ai contenuti

Se

Novità librarie

Arthur Schnitzler, La contessina Mizzi ovvero un giorno in famiglia (pp. 120, euro 13)



Tra il 1906 e il 1907, quando è impegnato nella stesura del grande romanzo Verso la libertà, Arthur Schnitzler scrive la commedia La contessina Mizzi ovvero Un giorno in famiglia. La spietata analisi dello scrittore si rivolge qui al mondo dell’aristocrazia e alla ferrea e ipocrita legge delle convenzioni che ne regolano e ne snaturano l’esistenza. La feroce ironia della commedia è palese nel sottotitolo, che allude a un tranquillo incontro, mentre si tratta di un giorno di rivelazioni e di rievocazioni di aspetti dolorosi e grotteschi di un lontano passato. Il principe Egon Ravenstein fa visita all’amico conte Arpad Pazmandy e gli rivela di avere un figlio diciottenne che vuole presentargli; il conte confessa a sua volta d’esser appena stato lasciato dall’amante che sta per sposare un cocchiere. Ma il vecchio conte non saprà mai che la madre di Philipp, il figlio del principe, è in realtà la sua adorata figlia Mizzi. Mizzi – che non può dimenticare i giorni dolorosi seguiti alla nascita del figlio che fu costretta ad abbandonare – non accetta il tardivo tentativo di riparazione del principe, che le chiede di sposarla, e si sente in grado di affrontare l’incontro con il figlio poiché la voce del sangue è solo «una bella fandonia».



Thomas Mann, Fiorenza (pp. 192, euro 20)



Il dramma Fiorenza rappresenta l’unica «deviazione» di Thomas Mann dalla prosa epico-narrativa, critica o politica. Ambientato a Firenze nel periodo in cui Lorenzo il Magnifico sta per morire e la città è sconvolta e soggiogata dalle prediche di Girolamo Savonarola, Fiorenza, come scrive Thomas Mann «è un sogno di grandezza e di potenza spirituale. “Qui sono in gioco anime. Ne va del Regno”. È la rappresentazione di una lotta eroica tra i sensi e lo spirito », dell’urto tra impulso estetico, culto della bellezza e della felicità terrena – incarnati da Lorenzo – e impulso religioso, santificazione dell’esistenza che richiede rinuncia, ascesi, scontro con le potenze mondane e con la stessa chiesa – incarnati da Savonarola. Lorenzo e Savonarola, i due «eroi» di questa « lotta », di questo «urto» tra concezioni dell’uomo e della vita antitetiche, sono entrambi destinati allo scacco. Lorenzo, infatti, morirà nel corso del grandioso dialogo con il Savonarola – nella parte finale del dramma –, e il frate andrà incontro al proprio destino, ossia la morte sul rogo per eresia, in una piazza di quella stessa città che l’aveva acclamato ed eletto come suo dominatore.



Saggistica



Georg Simmel, I problemi fondamentali della filosofia (pp. 184, euro 19, 50)



I problemi fondamentali della filosofia, una delle principali opere di Georg Simmel (1858-1918), viene qui presentata nell’edizione curata dal filosofo italiano Antonio Banfi (1886-1957), che di Simmel fu discepolo ed esegeta: «Il rapporto tra Simmel e la cultura italiana» ebbe a scrivere Massimo Cacciari «si riassume quasi interamente nel nome di Banfi». «A questo disegno di promuovere,» scrive Simmel nella sua introduzione all’opera «al di fuori della cerchia specialistica, quella forma tutta interiore di comprendere che rivive e intuisce le condizioni dell’atto stesso della produzione filosofica, io intendo qui contribuire con l’esposizione e la discussione di alcuni fondamentali problemi e dei tentativi di soluzione che offre la storia della filosofia, e intendo farlo da questo caratteristico punto di vista: io vorrei cioè offrire l’immagine di questi grandi filosofemi, così come essi si presentano a un filosofo che cerca una propria soluzione di quei problemi e che a questo fine richiama e discute le loro soluzioni anteriori. […] Io non intendo oltrepassare nell’esposizione quei limiti che corrispondono a questo punto di vista, né offrire per i problemi alcuna personale soluzione, la cui inevitabile unilateralità contrasterebbe con l’obiettività del mio compito attuale».



Lou Andreas-Salomé, Friedrich Nietzsche (pp. 272, euro 24)



Sin dal suo primo apparire, a Vienna nel 1894, questo libro ha trovato posto nel ristretto gruppo delle opere indispensabili a chi voglia conoscere la figura e il pensiero di Friedrich Nietzsche. «Ancora oggi» ha scritto uno dei massimi studiosi del filosofo tedesco, Mazzino Montinari «è uno dei migliori libri che siano mai stati scritti su di lui, perché nato da uno scambio di idee breve ma intensissimo tra la giovane Lou e Nietzsche stesso: almeno la metà del testo è dovuta a testimonianze dirette, che Lou poté raccogliere nel 1882». Nella traduzione di Enrico Donaggio, arricchita da un agile e rigoroso apparato critico, da una postfazione di Domenico M. Fazio e da una straordinaria appendice iconografica, è un testo capace di attrarre non solo l’attenzione degli studiosi, ma anche la curiosità verso una delle amicizie più anticonformiste e affascinanti della cultura moderna, e che certo non può mancare nella biblioteca di chiunque si interessi del pensiero e dell’opera di Nietzsche.



Epitteto, Manuale (pp. 80, euro 11,50)



Epitteto (circa 50 d.C. - 120 d.C.) nel suo celebre Manuale associa al rigore della morale cinica dell’astinenza dai beni esteriori la teoria stoica del logos divino che governa il mondo secondo un disegno razionale. La filosofia nasce dalla coscienza della nostra debolezza e impotenza di fronte alla necessità, e educa a discernere ciò che è in potere dell’uomo (le sue scelte nel campo degli affetti) da ciò che trascende ogni sua libera scelta (il mondo esteriore in genere e il riconoscimento

degli altri). Volgarizzato da Giacomo Leopardi.





Henry Corbin, L’Imam nascosto (pp. 104, euro 13)



L’Islam è davvero una forza regressiva del tutto estranea all’Occidente e a esso persino nemica, oppure l’atteggiamento più comune della cultura occidentale, costretta dai recenti eventi a misurarsi ancora una volta con esso, consiste nel distorcere i fatti, nel rifiutarsi di capire, spesso nel promuovere crociate in «difesa della cristianità e dell’Occidente»? A questo atteggiamento fu totalmente estraneo Henry Corbin, il maggior storico e studioso del pensiero islamico, dedito per decenni all’immensa impresa di reintrodurre – o presentare per la prima volta – in Occidente le splendide ricchezze di quel sapere. In particolare, nel piccolo, prezioso libro che presentiamo, Corbin approfondisce la figura dell’Imam. Dal punto di vista religioso Imam indica storicamente il capo della comunità islamica ed è per questo sinonimo di califfo. Un peso senz’altro maggiore è dato alla figura dell’Imam che viene considerato guida predestinata da Dio della comunità shi’ita per i suoi legami spirituali e di sangue con il profeta Maometto. Per la maggioranza dello shi’ismo, detta imamita, il numero degli Imam che legittimamente hanno guidato i fedeli musulmani è di dodici, mentre per la minoranza ismailita il numero si limita a sette. Ma in entrambi i casi, l’ultimo Imam non viene considerato morto, ma semplicemente «nascosto» agli occhi dei fedeli e destinato a manifestarsi alla fine dei tempi per restaurare il puro Islam delle origini.




Valid XHTML 1.0 Strict


Torna ai contenuti | Torna al menu